ORA CHE IL FUGGITIVO GIORGIO MAGLIOCCA HA INDICATO L’ASSESSORE VINCENZO ROMAGNUOLO QUALE CANDIDATO A SINDACO, I BUON-TAMPONI ATTENDONO DI SAPERE SE CESARE CUCCARO SPARERÀ (POLITICAMENTE PARLANDO) “A TRITOLO” O “A PANE E MORTADELLA”

PIGNATARO MAGGIORE – Ora che il traballante sindaco uscente Giorgio Magliocca ha indicato l’assessore Vincenzo Romagnuolo quale candidato dei magliocchiani alla carica di primo cittadino in vista delle elezioni amministrative di quest’anno, i buontemponi della piazza si chiedono se l’arrabbiatissimo presidente del Consiglio comunale Cesare Cuccaro sparerà – politicamente parlando – “a tritolo” o “a pane e mortadella” contro i suoi colleghi della maggioranza. Il colpo è stato tremendo per Cesare Cuccaro (e per i suoi seguaci, noti come “cesaristi”), una randellata di quelle che non si dimenticano mai, nei secoli dei secoli. Perché il presidente del Consiglio comunale ci stava pensando sul serio a fare il candidato a sindaco dei magliocchiani, dopo che Giorgio Magliocca era stato costretto ad annunciare che non si ripresenterà alla guida della lista “Ricoloriamo Pignataro”, travolto dal “caso Lubrano-Felicità”, l’accordo di partenariato per manifestazioni anti-camorra tra il sindaco e il “Gruppo sociale La Felicità”, l’associazione culturale i cui componenti sono tutti – nessuno escluso – o amici o parenti della famiglia Lubrano, quella del defunto capomafia Vincenzo Lubrano, condannato all’ergastolo per l’omicidio Imposimato. Una “felicissima” idea, quella di Giorgio Magliocca, che fa il paio con i due protocolli d’intesa firmati da “Apeiron” (la cooperativa sociale a cui sono stati affidati beni confiscati ai clan mafiosi) con la stessa lubranesca associazione culturale “Gruppo sociale La Felicità” in materia di immigrazione.
Schermata 2021-01-12 alle 10.43.53Inutile dire che i buontemponi pignataresi (autoribattezzatisi buon-tamponi in tempi di Covid) si stanno facendo grandi risate sulle disgrazie politiche di Cesare Cuccaro; e ora lo attendono al varco ben conoscendo la qualità dei due diversi “ordigni”. Dicono gli osservatori locali (buon-tamponi o meno) che se Cesare Cuccaro vuole davvero vendicarsi dei magliocchiani l’unico “tritolo” politico da utilizzare è il “caso Lubrano-Felicità”: Giorgio Magliocca è stato costretto alla fuga (detto perciò “il fuggitivo”), ma con un’altra carica dello stesso “esplosivo” pochissimi magliocchiani potrebbero restare indenni sullo scenario elettorale prossimo venturo, a cominciare dall’assessore Vincenzo Romagnuolo. In questo scenario, qualsiasi altro argomento politico locale – aggiungono buontemponi ed osservatori – significherebbe solo “sparare a pane e mortadella”.
Finora Cesare Cuccaro non ha detto una sola parola sul “caso Lubrano-Felicità” perché – si sa – il “tritolo” è pericoloso assai. Anzi, il presidente del Consiglio comunale è felicemente apparso il 31 dicembre 2020 alla destra di Vincenzo Romagnuolo in una fotografia pubblicata sulla pagina Facebook del capogruppo di maggioranza e assessore Lia Adduce, magliocchiana d’acciaio e pertanto romagnuoliana per forza, con altri soggetti di certo non “cesaristi” (Lorenzo Borrelli, già candidato non eletto di “Ricoloriamo Pignataro”, il vice-sindaco Antonio Palumbo e l’assessore Gerardo Del Vecchio). Così Cesare Cuccaro non andrà da nessuna parte, se non a casa; a meno che in questi giorni non stia pensando a innescare una devastante bomba atomica con cui polverizzare tutti (magliocchiani, anti-magliocchiani e anche i buon-tamponi) e finalmente aprirsi la strada da candidato a sindaco tra le macerie di Palazzo Scorpio, sede dell’Amministrazione comunale di Pignataro Maggiore.

Rosa Parchi

ORA CHE IL FUGGITIVO GIORGIO MAGLIOCCA HA INDICATO L’ASSESSORE VINCENZO ROMAGNUOLO QUALE CANDIDATO A SINDACO, I BUON-TAMPONI ATTENDONO DI SAPERE SE CESARE CUCCARO SPARERÀ (POLITICAMENTE PARLANDO) “A TRITOLO” O “A PANE E MORTADELLA”ultima modifica: 2021-01-12T10:40:44+01:00da davidema2
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