19/02/2012
Camorra, processo Magliocca: domani potrebbe arrivare la sentenza.
C’è grande attesa per la terza e ultima udienza del procedimento con rito abbreviato che vede imputato l’ex sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa (articolo 416 bis c.p.) e - in concorso con Gabriele Capitelli, Antimo De Angelis e Arturo Gigliofiorito - di omissione in atti d’ufficio (art. 328 c.p.) con l’aggravante di aver favorito il clan Lubrano – Ligato. Domani (20 febbraio) il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Napoli, Eduardo De Gregorio, sentirà gli interventi dell’avvocato Cesare Amodio (rappresentante in aula della Provincia di Caserta, costituitasi parte civile con azione popolare intrapresa dal giornalista Enzo Palmesano) e del difensore dell’ex primo cittadino, Mauro Iodice.
20:01 Scritto da: davidema2 in news | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cesare amodio, giorgio magliocca, mauro iodice, enzo palmesano, pasquale iovino, giovanni conzo, eduardo de gregorio, piergiorgio mazzuoccolo, pietro valle, gabriele capitelli, antimo de angelis, arturo gigliofiorito | OKNOtizie |
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18/02/2012
La farsa della politica “paesanotta” e il segno dei tempi che cambiano.
Vedere dirigenti politici sventolare le bandierine della militanza partitica è sempre uno spasso, soprattutto se i drappi ondeggiano nell’anno domini 2012, dopo tangentopoli e quasi venti anni di “berlusconismo”, o, per ricordare fatti più vicini ai cittadini di Pignataro, dopo uno scioglimento del consiglio comunale per condizionamenti diretti e indiretti della criminalità organizzata, e l’arresto di un sindaco (in carica) per concorso esterno in associazione mafiosa. Fatti che non spiegano da soli la catastrofe socio-politica e culturale di questo paese, ma che ne rappresentano sicuramente la punta dell’iceberg. Le due vicende sono i casi mediatici “polarizzanti” (soprattutto per alcuni organi di informazione) utili a nascondere – volontariamente o involontariamente - il coacervo di interessi di quella borghesia mafiosa che da quarant’anni controlla l’economia nella zona. In questo scenario desolante, le bandierine e i simboli partitici rappresentano una speranza per tanti militanti, ma anche uno scudo protettivo per l’imprenditoria di camorra presente sul territorio che da tempo riesce, non solo ad “avvicinare” leader politici senza scrupoli, ma anche ad avere entrature importanti nei posti che contano.
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13/02/2012
La Corte di cassazione dà torto agli eredi di Dante Passarelli: il sequestro di beni ai proprietari dello zuccherificio “Kerò” è valido.
La Corte di cassazione mette la parola fine alla lunga diatriba giudiziaria riguardante il destino dei beni sequestrati agli eredi di Dante Passarelli, l’imprenditore accusato di aver riciclato i soldi del “clan dei casalesi”, morto in circostanze misteriose nel 2004 a Villa Literno. Secondo la Suprema Corte, infatti, il sequestro di beni per un valore di 20 milioni di euro è valido. La questione era nata nel 2011, quando nell’ambito di un procedimento penale presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, i giudici avevano bloccato i beni del defunto su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Gli avvocati difensori dei figli di Passarelli, per opporsi al provvedimento, ribatterono che quei beni, poiché finiti agli eredi dell’imprenditore, non potevano essere sequestrati. La controversia è finita in Cassazione, dove la Corte ha chiarito che se il blocco dei beni viene realizzato entro cinque anni dalla morte della persona indiziata di mafia, devono essere gli eredi a difendersi nel procedimento. Insomma, è stata ritenuta legittima la norma introdotta nel 2009 che consente di sequestrare e confiscare i beni dell’imputato dopo la sua morte.
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11/02/2012
Monta la protesta di comitati, movimenti e semplici cittadini contro il piano dei rifiuti della Regione Campania.
Santa Maria Capua Vetere - Stamattina, si è snodato per le vie del centro della città di il corteo indetto da un insieme di comitati civici, associazioni, centri sociali e comuni cittadini scesi in campo per protestare contro il nuovo piano dei rifiuti varato dalla Regione Campania. La manifestazione, che raccoglieva realtà di base che si battono per scongiurare l'insediamento di un mega-digestore anaerobico a Santa Maria e del celeberrimo gassificatore a Capua, è stata, nelle intenzioni degli organizzatori, l'inizio di un percorso di mobilitazione che i cittadini casertani hanno intenzione di porre in essere nei prossimi giorni al fine di ottenere risposte concrete da parte delle istituzioni. Finora, infatti, nonostante le perplessità, il dibattito pubblico e le diverse iniziative di protesta che hanno riguardato centinaia di cittadini, nessun tipo di confronto è stato posto in essere dalle amministrazioni locali e, soprattutto, provinciali rispetto alle critiche mosse dai comitati. Neanche oggi i cittadini sono riusciti ad avere, come richiesto alcuni giorni prima del corteo, un colloquio con l'assessore provinciale all'ambiente Maria Laura Mastellone.
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10/02/2012
Casapesenna – Pignataro Maggiore: le “impressioni di ottobre” e l’inchiesta della Dda su Zagaria.
L’inchiesta dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia sui fiancheggiatori del boss Michele Zagaria, che ha portato all’arresto dell’attuale sindaco di Casapesenna, Fortunato Zagaria, conferma quanto accade da anni nel feudo dell’ex primula rossa del “clan dei casalesi”. Realtà della quale ho avuto contezza qualche anno fa, allorché una inchiesta giornalistica sugli appalti pubblici partita da Pignataro Maggiore, ci portò nel covo della più sanguinosa cosca del casertano. Insieme al giornalista Enzo Palmesano, il nove ottobre del 2008, ci recammo nei Comuni di Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa e Casapesenna.
21:28 Scritto da: davidema2 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: giovanni conzo, catello maresca, raffaello falcone, giovanni zara, fortunato zagaria, michele zagaria, roberto vargas, girolamo parente | OKNOtizie |
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Manifestiamo (sabato 11 febbraio ore 9.00, villa comunale Santa Maria Capua Vetere) tutti per difendere la nostra terra e la nostra salute contro il piano regionale dei rifiuti, il gassificatore di Capua ed il digestore di Santa Maria Capua Vetere.
Terra di Lavoro, messa in ginocchio da venti anni di emergenza rifiuti, sta per subire un nuovo attacco: invece di bonificare e di implementare la Raccolta Differenziata, la Regione Campania continua ad inquinare approvando un piano regionale dei rifiuti CRIMINALE.
Il Piano prevede altri tre Inceneritori (oltre quello di Acerra), un Gassificatore a Capua o comunque nel casertano e Digestori Anaerobici di ampia portata, uno di questi a S. Maria C. V.;
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09/02/2012
Pignataro Patrimonio srl, l’Amministratore unico Passaro: l’attuale organo gestorio costa circa un quarto di quello che costava il vecchio Cda alla municipalizzata.
Ieri, un sito web locale ha pubblicato un articolo che merita alcune precisazioni. In particolare, relativamente al contenzioso in essere tra la società e l’ex Presidente Giuseppe Vitiello è opportuno precisare che siamo solo in una fase preliminare. Come noto, l'azienda ha chiesto all'ex Presidente la restituzione degli emolumenti percepiti illegittimamente che ammontano a € 45.000 ed ha bloccato il pagamento delle residue somme dovuta all'ex Presidente, ammontanti a poco più di € 3.000. L’ing. Giuseppe Vitiello ha ritenuto opportuno notificare alla società un decreto ingiuntivo per chiedere il pagamento dei € .3.000 e la società si è opposta ribadendo la richiesta di restituzione delle dette somme percepite illegittimamente ed ammontanti ad € 45.000.
13:41 Scritto da: davidema2 in news | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: francesco passaro, giuseppe vitiello | OKNOtizie |
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Corecom Campania: il rientro del neo – vecchio Comitato.
Il Comitato regionale per le comunicazioni della Campania è tornato a riunirsi il 30 gennaio scorso. Si è posta fine così ad una storia infinita, terminata con la sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato quella precedente del Tar Campania, reintegrando il vecchio organismo che era stato destituito con una legge del Parlamentino Campano che ne prevedeva la scadenza anticipata. Con la presa d’atto della sentenza del Consiglio di Stato n. 6931/2011 da parte del Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, che con proprio decreto n. 12 del 19/01/2012 ha dichiarato, per l’effetto, reintegrati nelle funzioni il presidente e i componenti del Co.Re.Com. nominati con D.P.G.R.C. n. 235 del 27/11/2008, si pone la parola fine ad una storia iniziata più di un anno fa.
11:45 Scritto da: davidema2 in news | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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08/02/2012
L’amico di Magliocca e Ricciardi perde la causa contro il giornalista Enzo Palmesano. Batosta per Giulio Finotti, condannato a pagare le spese.
In data 26 settembre 2009, con un articolo recante il titolo “Archiviato l’ennesimo procedimento per diffamazione a mezzo stampa”, l’editore della testata giornalistica online www.comunedipignataro.it dava anche la notizia che nei confronti del querelante, il giornalista Enzo Palmesano, era stata avanzata una richiesta di danni. Scriveva tra l’altro il magliocchiano di ferro Pietro Ricciardi: “Oltre alla normale azione risarcitoria, già avviata dai difensori dei siti finotti.info e comunedipignataro.it nei confronti del Palmesano, agli stessi è stato dato mandato di verificare l’eventuale sussistenza di estremi di calunnia”.
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05/02/2012
Giudice di Pace: i seguaci di Magliocca tentano di impedire l’utilizzazione del bene confiscato Liggio-Nuvoletta.
Tutto come previsto: stanno prendendo posizione contro l’utilizzazione del bene confiscato ex proprietà Liggio-Nuvoletta in località Torre dell’Ortello i seguaci dell’ex sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca, che è stato per molti mesi in galera preventiva con le accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e omissioni di atti d’ufficio con l’aggravante camorristica appunto per lo scandalo dei beni confiscati. Questi personaggi non vogliono il trasferimento dell’ufficio del Giudice di Pace in tale struttura perché sarebbe uno schiaffo alle cosche mafiose, loro amiche e grandi elettrici, e perché dimostrerebbe una volta di più (dopo lo spostamento dei vigili urbani e la creazione dell’aula consiliare del Comune nell’immobile confiscato al boss Raffaele Ligato in via Ferdinando IV di Borbone) che l’ostacolo alla utilizzazione dei beni confiscati era proprio l’ex sindaco Magliocca.
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