25/04/2012
L’esperienza del mutualismo a Pignataro Maggiore, grazie all’estremismo radicale di Bartolomeo Scorpio
PIGNATARO MAGGIORE – La storia di Pignataro Maggiore non è caratterizzata soltanto dal dominio delle forze conservatrici (dai liberali del Regno alla Democrazia Cristiana in età repubblicana) e del loro umanitarismo filantropico, ma anche di lotte sociali e di esperienze di mutualismo, soprattutto grazie a forze radicali di fine ‘800 come l’“Estrema Sinistra Storica”. Questo gruppo fu fondato da Agostino Bertani il 26 maggio1877 e traeva spunto dagli ideali del filone più laico, democratico e repubblicano del Risorgimento italiano (quello mazziniano e garibaldino, ma con riferimenti propri al pensiero e all'azione di Carlo Cattaneo e di Carlo Pisacane). Un movimento che si raccolse intorno al “Il Gazzettino rosa” e che annoverava tra i propri esponenti personaggi dichiaratamente antigovernativi, come Antonio Billia e Felice Cavallotti.
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16/04/2012
Cdp fa dire al giudice Cantone che la camorra non esiste. Angelo Martino prende le distanze dall’ambigua e pericolosa linea editoriale di Ricciardi e Mercone.
La classe non è acqua, lo stile nemmeno. Ed è con classe e stile che uno dei più autorevoli redattori della testata giornalistica online www.comunedipignataro.it, il professor Angelo Martino, ha preso di nuovo le distanze dalla linea editoriale dei due direttori responsabili, Pietro Ricciardi e Bartolo Mercone, stavolta sul tema delicatissimo della lotta alla camorra in una realtà conosciuta come la “Svizzera dei clan”.
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13/04/2012
Laboratorio Caleno: La vitalità dei movimenti e il nulla delle istituzioni.
PIGNATARO MAGGIORE - Se in questo primo squarcio di 2012 guardiamo alla forza propulsiva, capace di spinte importanti a livello nazionale, del movimento NoTav in ValSusa, ci appare palese in primo luogo la differenza abissale tra l’abilità dei movimenti di produrre democrazia, partecipazione, di porsi come istituzioni concrete nate dal basso, e le classiche forme istituzionali. Lo stesso Parlamento, in questa fase, appare piegato alle volontà di un’oligarchia di gendarmi delle banche e del capitale. Istituzioni incapaci di fornire alcuna risposta se non quella della repressione e della galera, con l’intento di mettere a tacere la volontà delle comunità a favore dei grossi cartelli economici nazionali ed europei, a favore delle decine di istituti bancari “generosi” erogatori di liquidità per l’opera (fondi che re-incasserrano poi con lucrosi interessi), e, non per ultimo, a favore di soggetti che in modo più o meno chiaro sono legati all’attuale governo e ai suoi superministri.
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07/04/2012
Magliocca festeggia il compleanno a modo suo: “Magistratura di merda”.
PIGNATARO MAGGIORE - L’ex sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca, in data 7 aprile 2012, ha festeggiato il compleanno a modo suo, dicendo a chiare lettere che cosa pensa di valorosi pubblici ministeri facilmente identificabili in quelli della Direzione distrettuale antimafia di Napoli: “Magistratura di merda”. La vergognosa sortita ha avuto come teatro la pagina Facebook di Giorgio Magliocca dove, anche nel momento in cui concludiamo questo articolo, ore 18,45 del 7 aprile 2012, si stanno susseguendo i messaggi di auguri, pure da parte di giornalisti noti collaboratori dei quotidiani “Il Mattino” e “Corriere del Mezzogiorno” che sicuramente informeranno i loro lettori della incredibile vicenda.
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14/03/2012
Dopo i rapporti con Tanzi (Parmalat), la famiglia Catone in difficoltà per i guai giudiziari del rampollo Castrese, coinvolto nello scandalo Cavamarket/Hdc.
Castrese Catone non è semplicemente un manager, ma il rampollo di una delle famiglie imprenditoriali più importanti nel settore del trasporto e della logistica in Italia. Suo padre, Carlo Catone (per tutti “don Carlo”), è in possesso di un impero economico e ha rapporti politici e imprenditoriali con gente che conta. Soltanto nell’Agro Caleno, ha gestito o gestisce qualcosa come otto aziende: Catone Spa, Catone Logistica Srl, Catone Commercio Srl, Catone Kft, Eurofrigo Srl, Food Logistic Srl, New Plastic Spa, Centro Commerciale 3C Srl. Il suo gruppo (Catone Group) ha depositi perfino a Budapest (oltre che a Pastorano e a Parma) e uffici amministrativi dislocati ovunque (Pastorano, Vitulazio, Napoli, Parma e Budapest). I camion con la scritta “Catone” attraversano in lungo e in largo tutta l’Europa.
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21/02/2012
Minacce al giornalista Salvatore Minieri: ecco il video consegnato ai carabinieri.
Nel tardo pomeriggio di ieri, un corteo di auto che sfrecciava a tutta velocità per le strade di Pignataro Maggiore, si è fermato davanti all’abitazione del giornalista professionista Salvatore Minieri. Contestualmente una donna è scesa da una ypsilon 10 bianca e si è avvicinata al cancello della casa del cronista. Dopo pochi minuti, Minieri ha ritrovato nella parte interna della cancellata una lettera su cui vi era scritto: PORCO, VENDUTO TE NE DOVRAI ANDARE DA PIGNATARO… Il giornalista ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine. Alla denuncia ha allegato un Dvd su cui è registrato il video filmato dalle telecamere esterne della sua abitazione. I lettori possono visionare quelle immagini a questo indirizzo:
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04/01/2012
Quando il boss Vincenzo Lubrano e l’imprenditore Nicola Arnone (Acqua Lete) se la ridevano alla faccia dello Stato nella villa bunker di Pignataro Maggiore.
L’imprenditore della riccamente super-pubblicizzata acqua minerale “Lete”, Nicola Arnone, deve aver maturato la convinzione che i giornalisti, in generale – eccezion fatta per qualche “scassacazzo” -, siano nel complesso una categoria di bravi ragazzi, ragionevoli mestieranti, appecoronati e incensanti cantori delle lodi del potente di turno, gente che non sa stare con la schiena dritta. E forse qualche ragione ce l’ha, “don” Nicola Arnone, se si limita a leggere solo quegli articoli che lo riguardano, più o meno tutti all’insegna della glorificazione delle sue capacità imprenditoriali, del suo successo, del suo acume, del suo padreternismo in terra, tra Casoria (NA) e Pratella (CE). Ma un giorno del 2003 Nicola Arnone entrò in una casa di Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta, dove sentì parlare di un giornalista talmente irriducibile che qualcuno (il padrone di quella abitazione in Contrada Taverna) si era già posto, in precedenza, il seguente dilemma: “A questo giornalista o lo faccio cacciare dal giornale dove scrive o lo ammazzo e mi prendo l’ergastolo”.
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