22/02/2012

Pignataro Maggiore, sequestrata la pistola al braccio destro di Giorgio Magliocca.

Agenti della Questura di Caserta hanno sequestrato una pistola all’imprenditore Giulio Parisi, presidente del circolo Pdl di Pastorano e, nella sostanza, il vero braccio destro dell’ex sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca. Tra l’altro, la figlia di Giulio Parisi, Giulia Parisi, è fidanzata con Alfonso Magliocca, anch’egli dirigente del Pdl e fratello di Giorgio Magliocca. La notizia è stata diffusa dagli stessi ambienti dei seguaci di Giorgio Magliocca, con un articolo pubblicato dalla testata giornalistica online www.comunedipignataro.it, nel quale si parla – tra l’altro – di “pistola regolarmente detenuta”.

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21/02/2012

Minacce al giornalista Salvatore Minieri: ecco il video consegnato ai carabinieri.

Nel tardo pomeriggio di ieri, un corteo di auto che sfrecciava a tutta velocità per le strade di Pignataro Maggiore, si è fermato davanti all’abitazione del giornalista professionista Salvatore Minieri. Contestualmente una donna è scesa da una ypsilon 10 bianca e si è avvicinata al cancello della casa del cronista. Dopo pochi minuti, Minieri ha ritrovato nella parte interna della cancellata una lettera su cui vi era scritto: PORCO, VENDUTO TE NE DOVRAI ANDARE DA PIGNATARO… Il giornalista ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine. Alla denuncia ha allegato un Dvd su cui è registrato il video filmato dalle telecamere esterne della sua abitazione. I lettori possono visionare quelle immagini a questo indirizzo:

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Palmesano su assoluzione Magliocca: “Rispetto la sentenza, ma non la condivido. ci sono tutti gli elementi perché possa essere ribaltata in appello”.

“Naturalmente la rispetto, ma non condivido la sentenza di assoluzione emessa dal Gup del Tribunale di Napoli, con il rito abbreviato, nei confronti dell’ex sindaco di Pignataro Maggiore ed ex consigliere provinciale, Giorgio Magliocca, che era imputato di concorso esterno in associazione mafiosa e omissione di atti d’ufficio con l’aggravante camorristica. A mio avviso vi sono tutti gli elementi perché la sentenza di primo grado possa essere ribaltata in appello”. Lo ha detto il giornalista Enzo Palmesano, che si era costituito parte civile con azione popolare in vece della Provincia di Caserta, che era rimasta inerte, chiedendo la condanna di Giorgio Magliocca.

Atto intimidatorio, Minieri:"Evidentemente, siamo già ritornati alle maleodoranti e fangose tecniche di qualche tempo fa".

Quanto accaduto la sera del 20 febbraio alla mia famiglia non ha aggettivi tali da definire lo stato di disgusto e nausea che ci ha provocato l'ennesimo gesto rivoltoci. Evidentemente, siamo già ritornati alle maleodoranti e fangose tecniche di qualche tempo fa: la caccia alle streghe e la violenza volgare che poi viene dissimulata scrivendo bugie demenziali su giornali compiacenti. Evidentemente, siamo già ritornati alle maleodoranti e fangose tecniche di qualche tempo fa: la caccia alle streghe e la violenza volgare che poi viene dissimulata scrivendo bugie demenziali su giornali compiacenti.

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20/02/2012

Camorra, l’ex sindaco Giorgio Magliocca assolto perché il fatto non sussiste per entrambi i reati contestati.

Il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Napoli, Eduardo De Gregorio, ha scritto la parola fine per quello che potrebbe essere giorgio magliocca.jpgil primo dei tre atti del procedimento che vede imputato l’ex sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca (Pdl, ex An), per concorso esterno in associazione mafiosa e omissione in atti d’ufficio con l’aggravante di aver favorito il clan Lubrano-Ligato (articolo 7 della legge Antimafia 152/91), assolvendolo perché il fatto non sussiste. Per il giudice – evidentemente - non è stato provato nessuno degli elementi della fattispecie criminosa contestata, perché è mancato uno degli elementi oggettivi del reato (azione, evento o nesso di causalità). Quindi, non ha ritenuto sufficientemente provate le accuse del pm della Direzione distrettuale antimafia partenopea, Giovanni Conzo, che nel corso della prima udienza del giudizio che si è tenuto con rito abbreviato, aveva ripercorso la storia pignatarese dell’ultimo decennio, mettendo in rilievo l’esistenza –presunta - di due patti politico-mafiosi (quello con Raffaele “Lello” Lubrano, sancito con le cene al ristorante “Ebla” di Triflisco a Bellona, e con Pietro “Pierino” Ligato) e gli atti consequenziali volti a favorire i clan locali soprattutto nel riutilizzo distorto dei beni ad essi confiscati.

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Camorra, processo Magliocca: l’avvocato Amodio chiede la condanna per l’ex sindaco. Da pochi minuti è iniziata l’arringa della difesa.

Da circa un’ora è iniziata, presso il Tribunale di Napoli, la terza e ultima udienza del procedimento con rito abbreviato che vede imputato l’ex primo cittadino Giorgio Magliocca, per concorso esterno in associazione mafiosa e omissione in atti d’ufficio con l’aggravante dell’articolo 7 della legge Antimafia (la numero 152 del 1991). La giornata è iniziata con l’arringa del rappresentante in aula della Provincia di Caserta, Amodio cesare avv..jpgl’avvocato Cesare Amodio, il quale, alla fine del suo intervento, ha chiesto la condanna dell’ex sindaco di Pignataro Maggiore. Da pochi minuti ha preso la parola il difensore di Magliocca, l’avvocato Mauro Iodice. Alla fine della sua arringa, il Giudice per l’udienza preliminare Eduardo De Gregorio si ritirerà in Camera di consiglio per decidere sulla colpevolezza o meno dell’ex collaboratore del sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

19/02/2012

Camorra, processo Magliocca: domani potrebbe arrivare la sentenza.

C’è grande attesa per la terza e ultima udienza del procedimento con rito abbreviato che vede imputato l’ex sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa (articolo 416 bis c.p.) e - in concorso con Gabriele Capitelli, Antimo De Angelis e Arturo Gigliofiorito - di omissione in atti d’ufficio (art. 328 c.p.) con l’aggravante di aver favorito il clan Lubrano – Ligato. Domani (20 febbraio) il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Napoli, Eduardo De  Gregorio, sentirà gli interventi dell’avvocato Cesare Amodio (rappresentante in aula della Provincia di Caserta, costituitasi parte civile con azione popolare intrapresa dal giornalista Enzo Palmesano) e del difensore dell’ex primo cittadino, Mauro Iodice.

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18/02/2012

La farsa della politica “paesanotta” e il segno dei tempi che cambiano.

Vedere dirigenti politici sventolare le bandierine della militanza partitica è sempre uno spasso, soprattutto se i drappi ondeggiano nell’anno domini 2012, dopo tangentopoli e quasi venti anni di “berlusconismo”, o, per ricordare fatti più vicini ai cittadini di Pignataro, dopo uno scioglimento del consiglio comunale per condizionamenti diretti e indiretti della criminalità organizzata, e l’arresto di un sindaco (in carica) per concorso esterno in associazione mafiosa. Fatti che non spiegano da soli la catastrofe socio-politica e culturale di questo paese, ma che ne rappresentano sicuramente la punta dell’iceberg. Le due vicende sono i casi mediatici “polarizzanti” (soprattutto per alcuni organi di informazione) utili a nascondere – volontariamente o involontariamente - il coacervo di interessi di quella borghesia mafiosa che da quarant’anni controlla l’economia nella zona. In questo scenario desolante, le bandierine e i simboli partitici rappresentano una speranza per tanti militanti, ma anche uno scudo protettivo per l’imprenditoria di camorra presente sul territorio che da tempo riesce, non solo ad “avvicinare” leader politici senza scrupoli, ma anche ad avere entrature importanti nei posti che contano.

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13/02/2012

La Corte di cassazione dà torto agli eredi di Dante Passarelli: il sequestro di beni ai proprietari dello zuccherificio “Kerò” è valido.

La Corte di cassazione mette la parola fine alla lunga diatriba giudiziaria riguardante il destino dei beni sequestrati agli eredi di Dante Passarelli, l’imprenditore accusato di aver riciclato i soldi del “clan dei casalesi”, morto in circostanze misteriose nel 2004 a Villa Literno. Secondo la Suprema Corte, infatti, il sequestro di beni per un valore di 20 milioni di euro è valido. La questione era nata nel 2011, quando nell’ambito di un procedimento penale presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, i giudici avevano bloccato i beni del defunto su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Gli avvocati difensori dei figli di Passarelli, per opporsi al provvedimento, ribatterono che quei beni, poiché finiti agli eredi dell’imprenditore, non potevano essere sequestrati. La controversia è finita in Cassazione, dove la Corte ha chiarito che se il blocco dei beni viene realizzato entro cinque anni dalla morte della persona indiziata di mafia, devono essere gli eredi a difendersi nel procedimento. Insomma, è stata ritenuta legittima la norma introdotta nel 2009 che consente di sequestrare e confiscare i beni dell’imputato dopo la sua morte.

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11/02/2012

Monta la protesta di comitati, movimenti e semplici cittadini contro il piano dei rifiuti della Regione Campania.

Santa Maria Capua Vetere - Stamattina, si è snodato per le vie del centro della città di il corteo indetto da un insieme di comitati civici, associazioni, centri sociali e comuni cittadini scesi in campo per protestare contro il nuovo piano dei rifiuti varato dalla Regione Campania. La manifestazione, che raccoglieva realtà di base che si battono per scongiurare l'insediamento di un mega-digestore anaerobico a Santa Maria e del celeberrimo gassificatore a Capua, è stata, nelle intenzioni degli organizzatori, l'inizio di un percorso di mobilitazione che i cittadini casertani hanno intenzione di porre in essere nei prossimi giorni al fine di ottenere risposte concrete da parte delle istituzioni. Finora, infatti, nonostante le perplessità, il dibattito pubblico e le diverse iniziative di protesta che hanno riguardato centinaia di cittadini, nessun tipo di confronto è stato posto in essere dalle amministrazioni locali e, soprattutto, provinciali rispetto alle critiche mosse dai comitati. Neanche oggi i cittadini sono riusciti ad avere, come richiesto alcuni giorni prima del corteo, un colloquio con l'assessore provinciale all'ambiente Maria Laura Mastellone.

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